Jefferson fu un dilettante in senso stretto: non si formò mai come architetto, non chiese mai un compenso e imparò il mestiere sui libri, soprattutto sull'edizione inglese di Palladio curata da Giacomo Leoni, che chiamava la sua bibbia. Ciò che costruì a partire da quella lettura non fu imitazione. A Monticello impiegò quarant'anni a rifare la propria casa finché le parti palladiane non risultarono ordinate secondo una pianta americana di sua invenzione, con montavivande, un'alcova incassata fra due stanze e ali di servizio scavate nel pendio. Il Campidoglio della Virginia, disegnato a Parigi con Charles-Louis Clérisseau, trapiantò la Maison Carrée di Nîmes in un'assemblea legislativa in funzione e fissò il modello dell'edificio pubblico americano. La sua ultima opera, l'Università della Virginia, dispose dieci padiglioni e una rotonda-biblioteca attorno a un prato: un piano di studi reso architettura.