Architetto inglese che esordì nel vernacolo di tegole e legno del Surrey, approdò a un classicismo rigoroso che chiamava «il gioco grande» e passò vent'anni viaggiando fra Londra e Delhi per costruire la capitale dell'India britannica. Dal 1912 Lutyens tracciò con Herbert Baker il comparto amministrativo centrale di Nuova Delhi e ne progettò in testa la Casa del Viceré; i due litigarono aspramente sulla pendenza dell'accesso, contesa che Lutyens perse. Il suo «ordine di Delhi» innestò elementi indiani — il chujja di ombra profonda, i chioschi chhatri, una cupola derivata dallo stupa di Sanchi — su un'ossatura classica. È definito qui perché l'opera in questione è Nuova Delhi; lo studio londinese potrebbe collocarlo nella fetta britannica, e il repertorio deve conservarne una sola definizione.