Nato Andrea di Pietro della Gondola e apprendista scalpellino, fu ribattezzato Palladio dal suo mecenate Gian Giorgio Trissino e riscrisse l'architettura del Veneto a partire da una lettura di Vitruvio e delle rovine romane che misurò in quattro viaggi verso sud. Sue sono una trentina di ville, la Basilica Palladiana di Vicenza, le chiese di San Giorgio Maggiore e del Redentore a Venezia e il Teatro Olimpico. I Quattro Libri dell’Architettura del 1570 trasformarono quella pratica in un sistema trasportabile e ne fecero, attraverso Inigo Jones e lord Burlington, l'architetto più copiato della storia. Vale la pena dire il paradosso materiale: quei frontoni di autorità romana sono mattone e stucco di calce, trattati per leggersi come pietra da una committenza che la pietra non poteva permettersela.