
I benedettini di San Giorgio Maggiore occupavano la loro isola lagunare dal 982, e verso il 1560 la loro chiesa medievale era ormai abbastanza vecchia da giustificarne la sostituzione; commissionarono a Palladio, già affermato in terraferma ma nuovo a Venezia, di ricostruirla a partire dal 1566. La sua soluzione a un problema che affliggeva le facciate di chiesa fin dall'antichità — una navata più alta delle navate laterali, che richiedeva un unico fronte coerente — fu sovrapporre due frontoni di tempio di altezza diversa e lasciarli incastrare, cosicché l'ordine alto si legge come un colonnato continuo dietro cui traspare, a sua volta, quello più basso. Palladio morì nel 1580 con la facciata incompiuta; Vincenzo Scamozzi la completò seguendo da vicino il disegno intorno al 1610. Vista dall'altra parte del Bacino di San Marco, bianca contro l'acqua e il laterizio rosso del monastero e del campanile accanto, è forse l'immagine più riprodotta della pittura veneziana, presente in tele che vanno da Canaletto a Monet.

Wikidata Q713558 · Commons: File:San Giorgio Maggiore dal campanile di San Marco.jpg · Foto: TeKappa · Licenza: CC BY-SA 4.0