
Il palazzo comunale medievale di Vicenza, il Palazzo della Ragione, aveva iniziato a crollare quando il consiglio cittadino bandì un concorso nel 1546 per salvarlo; Palladio, allora figlio di uno scalpellino locale divenuto architetto passati i trentacinque anni, lo vinse proponendo non una sostituzione ma un rivestimento. Dietro la nuova facciata sopravvive sostanzialmente intatta la vecchia sala gotica, con le sue irregolari campate strutturali celate da uno schermo di logge in pietra bianca d'Istria, dorica in basso e ionica in alto, in cui un'ampia apertura ad arco si accompagna su ogni lato a due aperture rettangolari più strette — un motivo che Palladio non inventò ma che qui impiegò con tale coerenza da essere ancora chiamato serliana o finestra palladiana. La commessa costò alla città circa 60.000 ducati e gli sopravvisse di trentaquattro anni; il salone dal tetto in rame che essa cela fu completato solo nel 1614. Il consiglio di Vicenza chiama ancora l'edificio Basilica, nome che Palladio prese da Vitruvio per qualunque grande sala civica, non una chiesa.

Wikidata Q284719 · Commons: File:Basilica Palladiana (Vicenza) - facade on Piazza dei signori.jpg · Foto: Didier Descouens · Licenza: CC BY-SA 4.0