
Saarinen diede alla TWA un edificio che abbandona la pianta a corridoio e gate di ogni terminal precedente per quattro gusci di calcestruzzo che si incrociano, si innalzano, si incontrano e si separano come un unico gesto colto a metà del movimento; nessuna parete o soffitto dell'edificio principale è piano, e si racconta che l'architetto costruì decine di modelli in gesso e fil di ferro prima di fissare la curvatura esatta di cui i gusci avevano bisogno per reggersi in calcestruzzo armato sottile anziché in acciaio. I passeggeri entravano da sale ribassate e raggiungevano i gate lungo corridoi tubolari chiusi che lo stesso Saarinen, riprendendo la metafora senza mezzi termini, chiamava le arterie dell'edificio; i tabelloni delle partenze a palette e i salottini ribassati sotto le finestre furono progettati nello stesso incarico della copertura. Saarinen non lo vide mai finito — morì durante lo sviluppo del progetto nel 1961 — e Kevin Roche, che aveva lavorato al suo fianco, portò l'opera a compimento l'anno successivo. La stessa TWA fallì nel 2001 e il terminal restò vuoto fino al 2019, quando i nuovi proprietari riaprirono l'edificio restaurato come atrio di un hotel costruito in due nuove torri attorno ad esso.

Wikidata Q29257 · Commons: File:TWA Flight Center exterior oblique view.jpg · Foto: Epicgenius · Licenza: CC BY-SA 4.0