
Stalin offrì la torre prima ancora che la Polonia la chiedesse: nel 1951 l'Unione Sovietica propose un «dono del popolo sovietico alla nazione polacca», e inviò Lev Rudnev, architetto capo della torre dell'Università statale di Mosca, per progettarlo. I lavori iniziarono nel maggio 1952, condotti da una stima di 3.500-5.000 operai sovietici trasferiti insieme a circa 4.000 polacchi, su un'area sgombrata nel centro cittadino. Rudnev impostò uno scheletro d'acciaio di 42 piani, rivestito di ceramica sinterizzata color arenaria prodotta negli Urali e concluso alla base e nei rilievi con calcare, arenaria, granito e marmo; la sua sagoma a gradoni sale fino a una guglia di 237 metri, modellata sui grattacieli di Manhattan che Rudnev aveva studiato, seguendo l'istruzione di Stalin secondo cui il dono dovesse comunque leggersi costruito «in stile polacco». Fu inaugurato il 22 luglio 1955, festa nazionale del regime, dedicato a Stalin per nome sul colonnato e nell'atrio; la dedica fu revocata durante la destalinizzazione seguita al 1956. Varsavia ereditò un monumento che non poteva né demolire né disconoscere, e ne riempì gradualmente i piani con teatri, musei, un cinema, una piscina, uffici e la sala del consiglio comunale.
La dedica a Stalin, incisa sul colonnato e nell'atrio all'inaugurazione del 1955, rendeva esplicito ciò che il progetto stesso già affermava: che lo skyline di Varsavia rispondeva ora a Mosca. La torre arrivò come un «dono» non richiesto, costruito per iniziativa sovietica e non su richiesta polacca, e fu ampiamente risentito in Polonia come un monumento al dominio politico sovietico, anche se i suoi teatri, musei, il cinema e le sale pubbliche furono destinati fin dall'inizio a un uso civico reale. La dedica a Stalin fu revocata formalmente durante la destalinizzazione seguita al 1956, e il suo nome fu rimosso dal colonnato, dall'atrio e da un gruppo scultoreo. Il destino dell'edificio è rimasto da allora politicamente controverso: voci nazionaliste e anticomuniste ne hanno proposto la demolizione in vari momenti dopo la transizione polacca del 1989, e ogni volta la proposta è stata respinta sostenendo che l'edificio, quali che fossero le circostanze della sua costruzione, fa ormai semplicemente parte dello skyline di Varsavia e della sua vita civica quotidiana.
Wikidata Q167566 · Commons: File:Pałac Kultury i Nauki 2019.jpg · Foto: Adrian Grycuk (Boston9) · Licenza: CC BY-SA 3.0