
Il progetto vincitore di Saarinen al concorso del 1947 era un'unica idea tradotta in formula: una catenaria caricata, la curva che assume una catena appesa liberamente sotto il proprio peso, capovolta verso l'alto così che i suoi 192 metri di luce si reggono in pura compressione senza flessione in alcun punto. Hannskarl Bandel risolse la matematica esatta; lo studio di Fred Severud progettò una struttura di due pelli saldate in acciaio inossidabile che racchiudono un nucleo di calcestruzzo armato vicino al suolo e si riducono a puro acciaio strutturale più in alto, assottigliando la sezione triangolare equilatera da larga a ogni piede a stretta alla chiave. Saarinen morì nel 1961, due anni prima dell'inizio dei lavori, e non vide mai posato l'ultimo tratto, nell'ottobre 1965, un'operazione ritardata per ore mentre gli ingegneri bagnavano con acqua la gamba est per farla contrarre quanto bastava a far entrare il pezzo finale. Due treni di piccole capsule, brevettati separatamente dagli stessi ingegneri strutturisti, portano ancora oggi i visitatori lungo la curva di ciascuna gamba fino a una sala panoramica in cima.
Sgomberare il terreno dell'arco richiese la demolizione di circa quaranta isolati e quasi cinquecento edifici del lungofiume storico di Saint Louis, tra cui alcune delle costruzioni più antiche sopravvissute in città, come la casa del 1818 del commerciante di pellicce Manuel Lisa e la casa del 1819 di Jean Pierre Chouteau. Lo sgombero seguì un referendum municipale sui bond del 1935 che lo autorizzò; il St. Louis Post-Dispatch, che aveva fatto campagna contro il progetto, riferì in seguito che il conteggio dei voti era stato falsificato e che il reale livello di sostegno pubblico non fu mai stabilito. La demolizione procedette comunque tra il 1939 e il 1942, lasciando il lungofiume un'area sgombra per più di due decenni prima che su di essa fosse costruito il progetto di Saarinen.

Wikidata Q2027162 · Commons: File:Gateway Arch, St. Louis.jpg · Foto: Lewis Hulbert · Licenza: CC BY-SA 4.0