
Il sito erano colline, e Islam decise di non spianarle. Fra il 1965 e il 1971 pianificò il campus di Chittagong perché gli edifici si posassero nelle valli e ai piedi dei pendii, mai in cima, e fece poi in modo che ogni blocco ripetesse la topografia nella propria sezione: ogni piano arretra rispetto a quello sottostante, sicché la copertura di ciascun livello diventa una terrazza scoperta e l’intera massa scivola lungo il declivio sui suoi pilastri. Visti dal basso gli edifici si leggono come un grafico del versante alle loro spalle. Scelse il mattone come materiale principale, sostenendo che il Bengala aveva una tradizione laterizia millenaria e che colore e grana avrebbero lavorato contro il verde. Le aperture sono rettangolari e ripetute senza variazioni, la volumetria è sfalsata e il linguaggio è inequivocabilmente moderno senza un solo dettaglio importato: la dichiarazione fondativa di un’architettura per un paese che ancora non esisteva.
Wikidata Q7895267 · Commons: Faculty of Arts and Humanities at University of Chittagong (15).jpg · Foto: Moheen Reeyad · Licenza: CC BY-SA 4.0