
Il sito era un'officina del gas sul pendio sopra la spiaggia di Porthmeor, ed Evans & Shalev ne conservarono la geometria: la corte circolare d'ingresso è la pianta del gasometro demolito, aperta come loggia perché il mare sia inquadrato nell'istante dell'arrivo. Dalla spiaggia la galleria si legge come una scogliera bianca di volumi gradonati e slittati, più vicina alla massa di un villaggio di pescatori della Cornovaglia che a un museo; all'interno le sale salgono e ruotano, così che il percorso torni di continuo alle finestre su Porthmeor. Costruita fra il 1988 e il 1993 per il Cornwall County Council e la Tate, fu pensata per mostrare gli artisti britannici moderni che avevano lavorato a St Ives e dintorni nella luce in cui dipinsero; la Tate gestiva già dal 1980 il museo di Barbara Hepworth in paese. Riuscì tanto bene che il pubblico la travolse, e fra il 2015 e il 2017 Jamie Fobert Architects ne raddoppiò la superficie interrando nuove sale nel pendio retrostante.
Wikidata Q2577210 · Commons: Tate St Ives (6647).jpg · Foto: Nilfanion · Licenza: CC BY-SA 4.0