
Sinan era vicino agli ottant’anni quando Selim II gli affidò Edirne, la vecchia capitale ottomana, e una collina sopra la città. Rispose con l’edificio verso cui lavorava da quarant’anni. Otto pilastri disposti in ottagono dentro una sala quadrata reggono direttamente su archi l’intera cupola di 31,3 metri, senza la cascata di semicupole che sostiene la Süleymaniye; i contrafforti che assorbono la spinta sono ripiegati nello spessore dei muri esterni, liberi così di aprirsi in finestre a ogni livello. Ne risulta una sala unica e indivisa, illuminata su tutto il perimetro, con la tribuna del muezzin isolata al centro e le ceramiche di İznik concentrate attorno al mihrab. Quattro minareti di quasi settantun metri trattengono la massa agli angoli. Sinan la definì il suo capolavoro; la sua biografia le attribuisce una cupola più alta e più larga di quella di Santa Sofia. L’UNESCO l’ha iscritta con il suo complesso assistenziale nel 2011.

Wikidata Q184534 · Commons: Selimiye Mosque 026.jpg · Foto: Dosseman · Licenza: CC BY-SA 4.0