
Sankoré fu fondata nel Trecento o agli inizi del Quattrocento, finanziata da una donna tuareg della tribù aghlal, e divenne la moschea più legata all'insegnamento a Timbuctù. L'edificio che oggi si vede non è quella prima moschea. Tra il 1578 e il 1582 il qadi capo della città, al-Aqib ibn Mahmud ibn Umar, fece demolire e ricostruire il santuario; la cronaca secentesca Ta'rikh al-Sudan racconta che egli aveva misurato la Kaaba con una corda durante il pellegrinaggio e tracciò la nuova sala di preghiera secondo quelle misure. Ne risultano un minareto piramidale e tozzo e una sala in mattoni crudi irta di toron, le travi di palma che permettono ai muratori di arrampicarsi sul muro per rintonacarlo. I dotti di Timbuctù furono deportati in Marocco dopo la sconfitta songhai di Tondibi nel 1591, e da allora data il lungo declino della moschea.
Wikidata Q1265294 · Commons: File:Sankore Mosque in Timbuktu.jpg · Foto: upyernoz · Licenza: CC BY 2.0