Edifici

Santuario Tōshō-gū di Nikkō

Kōra Munehiro

Santuario Tōshō-gū di Nikkō
Santuario Tōshō-gū di Nikkō · Foto: Jpatokal
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Completamento1636
PosizioneNikkō, Giappone
TipologiaSacro
MaterialeLegno / Pietra

Nel settembre 1634 Tokugawa Iemitsu, il terzo shogun, si recò in pellegrinaggio al santuario del nonno e ne ordinò la ricostruzione per il ventunesimo anniversario della morte, nel 1636. Il magistrato capo Akimoto Yasutomo diresse l'opera; l'edificio fu però opera del capo carpentiere dello shogunato, Kōra Munehiro, che guidò carpentieri giunti da Edo, Kyoto e Osaka, e che aveva già costruito il mausoleo Taitoku-in presso il tempio Zōjō-ji. Ciò che innalzarono in appena due anni resta l'espressione più compiuta dell'ornato del periodo Edo: una quarantina di edifici in forma gongen-zukuri, con intelaiature lignee laccate, dorate e intagliate a rilievo profondo, che culminano nello Yōmeimon, un portale così fittamente lavorato da essere soprannominato higurashi-no-mon, «il portale che si può guardare fino al tramonto senza stancarsene». A Hidari Jingorō è attribuito il suo intaglio minore più celebre, un gatto addormentato. A lavori conclusi, Kōra ricevette il quarto rango di corte; si ritirò quello stesso anno, lasciando la direzione dei lavori dello shogunato ai suoi discendenti per altre undici generazioni.

Wikidata Q696641 · Commons: File:Nikko_Toshogu_Yomeimon_Gate_2024.jpg · Foto: Jpatokal · Licenza: CC BY-SA 4.0