
Il museo alle spalle del Teatro dell'Opera di Hanoi aprì nel 1910 come sezione dell'École française d'Extrême-Orient, fu ristrutturato nel 1920 e quindi ridisegnato fra il 1925 e il 1932 da Ernest Hébrard con Charles Batteur nell'edificio odierno. È la più nitida formulazione superstite di quello che Hébrard chiamò style indochinois: telaio in cemento armato, cupola ottagonale sulla rotonda d'ingresso, coperture in tegole a più ordini, ballatoi profondi e doppie murature ripresi da modelli vietnamiti e khmer e messi al lavoro come ventilazione e ombreggiamento passivi. Come direttore del Servizio di architettura e urbanistica dell'Indocina francese, Hébrard sosteneva attraverso la forma che il dominio francese potesse appartenere all'Asia. Il governo del Vietnam del Nord rilevò l'edificio nel 1958 e lo aprì al pubblico il 3 settembre di quell'anno; oggi conserva circa 200.000 oggetti.
L'edificio fu il museo di Hanoi dell'École française d'Extrême-Orient, l'istituzione con cui la Francia studiava e catalogava l'archeologia dei propri possedimenti indocinesi, e fu progettato dal direttore del Servizio di architettura e urbanistica della colonia stessa. Lo style indochinois che Hébrard sviluppò qui e a Da Lat innestava forme di copertura vietnamite e khmer su edifici istituzionali francesi: fu strumento di legittimazione coloniale non meno che posizione estetica. La Repubblica Democratica del Vietnam rilevò l'edificio nel 1958 e lo riaprì come museo nazionale.
Wikidata Q5370414 · Commons: Vietnam National Museum of History, Hanoi, Vietnam.jpg · Foto: Alistair Morrenger · Licenza: PD