
La descrizione che Calatrava stesso dà de L'Hemisfèric è architettura come anatomia: un guscio di cemento a forma di lente, lungo circa 120 metri, che rappresenta una palpebra, con le sue due pareti terminali fatte di vetro ondulato e pieghevole che scorre e si apre come un battito di ciglia per rivelare la sfera del planetario all'interno, e l'intero edificio posto in una vasca d'acqua poco profonda cosicché la sfera e il suo riflesso si leggano insieme come iride e pupilla. All'interno della sfera si trova una cupola IMAX di 24 metri che funge anche da planetario e laserium. Fu la prima delle sei strutture che Calatrava avrebbe infine costruito per la Ciutat de les Arts i les Ciències nell'ex letto del fiume Turia, commissionata dal governo regionale valenciano e inaugurata il 16 aprile 1998 come debutto pubblico del complesso, ben prima che sullo stesso sito arrivassero il Museu de les Ciències, il Palau de les Arts o L'Oceanogràfic, quest'ultimo progettato a parte da Félix Candela.

Wikidata Q2712673 · Commons: File:L'Hemisfèric (Valencia) 01.jpg · Foto: Blanca García Gil · Licenza: CC BY-SA 2.0