
Nel 1997 fu bandito un concorso internazionale aperto per una corte istituita due anni prima che non aveva dove sedere. Più di cinquecento proposte furono giudicate da una giuria presieduta da Charles Correa, e nel 1998 l’incarico andò a Janina Masojada, Andrew Makin ed Erik Orts-Hansen di OMM Design Workshop di Durban con Paul Wygers di Urban Solutions di Johannesburg. La loro premessa era che in un contesto africano la giustizia si amministri sotto un albero: perciò l’aula è coperta su esili pilastri inclinati anziché cinta da un colonnato, e la luce entra bassa, a livello della strada, così che chi sta fuori veda i piedi di chi sta dentro e sia a sua volta visto. L’area era quella del carcere dell’Old Fort. Il braccio dei detenuti in attesa di giudizio fu demolito per liberarla e i suoi mattoni furono rimessi in opera nelle murature e nella scala. La corte fu inaugurata nel Giorno dei diritti umani, il 21 marzo 2004.
La corte sorge dentro il complesso carcerario dell’Old Fort, dove la sezione Number Four rinchiudeva detenuti neri di sesso maschile, molti arrestati in applicazione delle leggi sui lasciapassare, e il carcere femminile le detenute; sul sito furono reclusi Mahatma Gandhi, Albert Luthuli, Winnie Madikizela-Mandela e Nelson Mandela. Costruire la corte impose di demolire il braccio dei detenuti in attesa di giudizio, e i suoi mattoni furono reimpiegati nelle nuove murature e nella scala perché il carcere restasse fisicamente presente in ciò che lo sostituiva. La corte nacque dall’accordo costituzionale che pose fine all’apartheid e fu inaugurata nel Giorno dei diritti umani, il 21 marzo 2004, anniversario del massacro di Sharpeville del 1960.
Wikidata Q1133886 · Commons: File:Constitutional Court (outside) of South Africa.JPG · Foto: Mihi tr · Licenza: CC BY 4.0