
Schlesinger e Mayer assunsero Sullivan per modernizzare a tappe il loro grande magazzino su State Street tra il 1899 e il 1904, e ciò che egli diede loro fu meno una facciata che un argomento a favore della vetrina: ampie aperture a struttura d'acciaio, poi soprannominate finestre di Chicago, corrono quasi da un angolo all'altro, fiancheggiate da sottili fasce di terracotta bianca tagliate in una griglia così fitta da leggersi, dal marciapiede opposto, come trama più che come ornamento. All'ingresso d'angolo arrotondato, dove la ghisa era pratica all'altezza del pedone, Sullivan lasciò libero corso alla propria invenzione: uno schermo di due piani in ferro intrecciato e vegetale, senza vero precedente nella sua stessa opera anteriore. Lo studio di Daniel Burnham prolungò il disegno verso est lungo Madison Street nel 1906, quando Sullivan, ormai senza incarichi, perse la commessa dell'ampliamento. Carson Pirie Scott acquistò il negozio nel 1904 e vi operò per un secolo prima di chiuderlo nel 2007; l'edificio, oggi chiamato Sullivan Center, ospita uffici, una scuola di design e, dal 2012, un negozio Target dietro le stesse ferrature di Sullivan.

Wikidata Q1324863 · Commons: File:Carson, Pirie, Scott and Company Building 1 South State Street from north.jpg · Foto: Beyond My Ken · Licenza: CC BY-SA 4.0