
Gropius progettò l'edificio nel 1925 e fu costruito tra il 1925 e il 1926, insieme alle vicine case dei maestri, dopo che il Bauhaus era stato costretto a lasciare Weimar. Non esiste una facciata principale. Tre ali di carattere diverso — officine, scuola, atelier — sono collegate da un ponte che ospita l'amministrazione e lo studio di Gropius, e la composizione si legge solo girandoci intorno o dall'alto. La parete vetrata continua dell'ala delle officine è la tesi: poiché il telaio in cemento sta dietro, la vetrata corre ininterrotta su tre piani e gira l'angolo, e l'edificio dichiara la propria struttura proprio non mostrandola. Il Bauhaus lo usò fino al 1932. In seguito servì come scuola di quadri del partito nazista, bruciò in parte durante la guerra, fu ricostruito come istituto professionale e dal 1975 riportato verso lo stato originario. È Patrimonio mondiale UNESCO dal 1996.
Il Bauhaus rimase a Dessau soltanto dal 1925 al 1932. La Wikipedia tedesca riporta che la scuola fu chiusa nel 1932 su iniziativa dei nazionalsocialisti — un consiglio comunale appena eletto a maggioranza nazionalsocialista la chiuse per ragioni politiche — e che poi sopravvisse solo un altro anno come istituto privato a Berlino. La Wikipedia inglese aggiunge che la scuola berlinese fu chiusa nel 1933 dalla sua stessa direzione sotto la pressione del regime nazista, dopo essere stata dipinta come un centro di intellettualismo comunista. I suoi tre direttori si dispersero: Walter Gropius emigrò in Inghilterra nel 1934 e negli Stati Uniti nel 1937; Ludwig Mies van der Rohe, ultimo direttore, emigrò nel 1937-38; Hannes Meyer era già partito per l'Unione Sovietica nel 1930. Dopo la chiusura l'edificio di Dessau fu dapprima destinato alla demolizione, poi usato fra l'altro come scuola di quadri del partito nazista per il Gau di Magdeburgo.

Wikidata Q516770 · Commons: File:Fassade des Bauhausgebädes, Dessau 2019.jpg · Foto: Leojng · Licenza: CC BY-SA 4.0