
Dal 1944 Villanueva si dedicò alla Ciudad Universitaria di Caracas, e l’Aula Magna è dove la sua idea di síntesis de las artes si compie più pienamente. L’impresa danese Christiani & Nielsen costruì la sala nel 1952-53 su una pianta a quarto di cerchio mutuata dal teatro greco-romano, con il lato del palco aperto su una capriata esterna di 43 metri. Il problema acustico di una sala di quelle dimensioni fu risolto invitando Alexander Calder a disegnare trentuno 'nuvole' — pannelli di legno lamellare su telaio d’acciaio, sospesi a cavi con angolazioni calcolate — che assorbono e ridirigono il suono pur leggendosi, dalle poltrone, come una scultura cinetica sospesa sul pubblico. Porte dal profilo speciale, un baldacchino ligneo pieghettato sopra il palco e sedute imbottite perforate completano il progetto acustico. La sala ha una capienza di circa 2.700 posti e resta la sede principale dell’università per lauree, concerti, conferenze e, talvolta, assemblee politiche. È il cuore cerimoniale della Ciudad Universitaria, che l’UNESCO iscrisse come Patrimonio dell’Umanità il 30 novembre 2000 per la sua integrazione di architettura moderna, ingegneria e arti visive.
Wikidata Q5711801 · Commons: Aula Magna UCV Caracas Venezuela 28.09.2023 (1).jpg · Foto: Warairarepano&Guaicaipuro · Licenza: CC0