
Salmona aveva trascorso nove anni nell’atelier parigino di Le Corbusier prima di tornare a Bogotá nel 1958, e Torres del Parque, progettata con l’ingegnere Domenico Parma e l’architetto Urbano Ripoll, è l’opera in cui ruppe più decisamente con quanto vi aveva appreso. Il cantiere iniziò nel maggio 1968 accanto alla Plaza de Toros de Santamaría, la cui massa circolare le tre torri assecondano e ripetono nella sagoma, che risponde anche alla linea dei colli orientali di Bogotá. Salmona scelse il mattone cotto rispetto al cemento o al vetro per ragioni che enunciò senza giri di parole: si fa con l’argilla, impiega molte mani, il suo colore cambia con la luce del giorno, e l’architettura in mattone convive bene con la vegetazione. Rampe, scale a chiocciola e terrazze aperte svolgono la funzione che altrove spetta a corridoi e ascensori, trattando la circolazione come spazio abitato e non come residuo, e tre quarti del lotto di 4,3 ettari restano giardino e piazza anziché impronta costruita. Completata nel 1970 con 294 appartamenti distribuiti nei tre blocchi, fu dichiarata Monumento Nazionale della Colombia ed è l’affermazione fondativa più chiara di quella che la critica avrebbe poi chiamato architettura bogotana in mattone.
Wikidata Q9089120 · Commons: Bogotá Torres del Parque A & B.JPG · Foto: Felipe Restrepo Acosta · Licenza: CC BY-SA 3.0