
La Biennale di Sharjah trascorse due decenni in sale prese a prestito prima che la Fondazione d'Arte chiedesse a Mona El Mousfy edifici propri. La sua risposta, conclusa nel 2013, rifiuta la scatola museale unica: cinque nuove sale in calcestruzzo si intrecciano a sei case a corte restaurate nel vecchio quartiere di Al Mureijah, e i vicoli, le scale e le terrazze intermedie restano aperti alla città. All'interno i nuovi volumi sono privi di pilastri e illuminati dall'alto; all'esterno mantengono l'altezza e la grana delle case in pietra corallina cui si appoggiano, così che il visitatore passa da un intonaco degli anni Trenta a una sala in cemento a vista senza che alcuna soglia annunci il cambio. Il progetto fu finalista dell'Aga Khan Award for Architecture nel 2019.
Nessuna voce Wikidata · Commons: File:Section of Al Mureijah Square, a part of the Sharjah Art Foundation.jpg · Foto: M.Ahmadani · Licenza: CC BY-SA 4.0