
Fino al 1937 al cimitero di Azul si accedeva attraverso un peristilio neoclassico. Francisco Salamone lo sostituì con uno schermo di calcestruzzo largo quarantatré metri e alto ventuno, inaugurato nel 1938 e realizzato dall'impresa SADOP. La scala è l'argomento: i paesi della pampa bonaerense superavano di rado i cinque metri, e le opere di Salamone arrivavano spesso a trenta. La Wikipedia spagnola legge i suoi portali cimiteriali come figure del corpo che torna alla terra, e questo porta un angelo della morte monumentale in calcestruzzo a guardia dell'ingresso e la sigla R.I.P. di dimensioni gigantesche sul fronte. Nulla in esso risponde al contesto, ed è esattamente ciò che l'autore voleva: la Wikipedia inglese ne descrive la maniera come funzionalismo art déco incrociato con futurismo italiano a scala smisurata. Fu dichiarato Monumento Storico Nazionale con il Decreto 1138 del 2014, insieme alla Plaza San Martín e al mattatoio comunale della stessa città.
Salamone costruì oltre sessanta opere pubbliche in venticinque comuni fra il 1936 e il 1940, tutte commissionate sotto una sola amministrazione provinciale: quella di Manuel Fresco, governatore della provincia di Buenos Aires per il conservatore Partido Demócrata Nacional, e finanziate con la legge provinciale sui buoni per le opere pubbliche. La Wikipedia spagnola registra che Fresco appoggiò il colpo di Stato del 1930 che aprì la Década Infame, che dichiarò illegale il Partito Comunista e che in vari discorsi elogiò i regimi totalitari di Hitler e Mussolini, i cui busti ornavano il suo ufficio. Registra inoltre che l'elezione del suo successore, nel febbraio del 1940, fu ottenuta con "un oliato meccanismo di frode" e che il presidente Roberto M. Ortiz rispose commissariando la provincia e annullando il voto. La Wikipedia inglese osserva che i municipi di Salamone richiamavano tanto i palazzi comunali medievali italiani quanto i progetti dell'Italia di Mussolini.
Wikidata Q63444507 · Commons: Portal del cementerio de Azul.jpg · Foto: Mrtngrsbch · Licenza: CC BY-SA 4.0