
Lúcio Costa vinse nel 1957 il concorso per il Plano Piloto di Brasilia; Oscar Niemeyer progettò quasi tutto ciò che vi sorge, e questo è l'edificio che chiude l'Asse Monumentale. Si legge da un chilometro di distanza, con tre forme e nessun ornamento. Una bassa stecca vetrata ospita gli uffici e le sale di commissione; sulla sua copertura si posano due sottili gusci di cemento, una cupola sul Senato e una scodella aperta e rovesciata sulla Camera dei Deputati. Fra le due si elevano due torri di ventotto piani rivestite di marmo bianco e unite a mezza altezza da un ponte. L'edificio fu inaugurato con la città il 21 aprile 1960, e la Wikipedia inglese descrive la nuova capitale come una delle maggiori adozioni del modernismo in un solo progetto fino a oggi. Brasilia è patrimonio mondiale UNESCO dal 1987.
Brasilia fu costruita in poco più di tre anni da operai noti come candangos. La Wikipedia portoghese registra che arrivavano soprattutto dal Nord e dal Nordest del Brasile su camion aperti, i pau de arara, e alloggiavano in campi gestiti dalle imprese costruttrici: Candangolândia, soprannominata Lonalândia perché le baracche erano coperte di teloni, Vila Planalto e la Cidade Livre. L'amministrazione trattò come provvisori sia i campi sia i contratti: non furono venduti lotti oltre il piano iniziale e nei campi fu vietato costruire in muratura, per rimarcare la transitorietà degli alloggi. La stessa relazione del Plano Piloto di Lúcio Costa affermava che "dobbiamo impedire l'incistarsi delle favelas tanto nella periferia urbana quanto in quella rurale". Sorsero poi città satellite come Ceilândia, Taguatinga e Samambaia e, secondo lo stesso articolo, molti candangos "furono rimossi" verso di esse. La parola candango viene dal kimbundu, entrò in Brasile con la cultura degli schiavizzati e fu dapprima un insulto.

Wikidata Q4155889 · Commons: Imagens de Brasília - Fachada do Palácio do Congresso Nacional (53457677994).jpg · Foto: Pedro França/Agência Senado · Licenza: CC BY 2.0