
Rogers vinse nel 1978 il concorso per sostituire la sede di Lloyd's del 1928, ormai insufficiente, otto anni prima che Bovis consegnasse l'edificio finito nel 1986, lo stesso anno in cui il 'Big Bang' deregolamentò i mercati di Londra. Il progetto ripete, con maggiore intensità, l'argomento sostenuto con Renzo Piano al Pompidou un decennio prima: ascensori, scale, servizi igienici e condotti meccanici sono tutti spinti fuori dalla struttura in cemento, in capsule e torri d'acciaio inossidabile, lasciando l'interno come un unico atrio a gradoni illuminato da una copertura vetrata a botte, così che la 'Room' di sottoscrizione al piano terra possa crescere o restringersi nelle gallerie circostanti senza toccare un muro strutturale fisso. L'ingresso originale del 1928 al numero 12 di Leadenhall Street sopravvive, innestato in modo curioso sulla nuova facciata. Il logorio dell'acciaio esterno si rivelò molto più costoso da mantenere del previsto, ma l'edificio fu vincolato in grado I nel 2011, la costruzione più giovane della Gran Bretagna a ricevere quella distinzione. All'interno, la campana Lutine, recuperata e suonata dal Settecento per annunciare grandi perdite marittime, pende ancora al centro della Room.

Wikidata Q1814818 · Commons: Lloyd's building 2025-04-03.jpg · Foto: Keith Page · Licenza: CC BY-SA 2.0