
Michelangelo iniziò la Biblioteca Laurenziana nel 1524 per il cardinale Giulio de' Medici, poi papa Clemente VII, per ospitare i manoscritti di famiglia presso San Lorenzo, ma lasciò Firenze per sempre nel 1534 con il ricetto non costruito e la sua scala non ancora progettata. Lavorando da Roma, inviò istruzioni e, infine, un piccolo modello di creta; Bartolomeo Ammannati e Giorgio Vasari costruirono la scala vera e propria nel 1559 a partire da quel modello e dalle sue lettere, poiché nessuno degli aiutanti rimasti a Firenze era altrimenti in grado di leggere le sue intenzioni. Il risultato infrange tutte le regole della sala che lo circonda: tre rampe di gradini in pietra serena grigia si riversano dalla porta della biblioteca come un solido, convesse e curve dove una scala dovrebbe essere dritta, fiancheggiate da volute che si leggono come arredo più che come struttura. Il ricetto stesso compie lo stesso lavoro sui muri, incassando colonne binate in nicchie cieche e affusolando finestre verso frontoni triangolari come se gli ordini classici fossero stati scolpiti da un unico blocco anziché assemblati. Letta da allora come un testo fondativo del manierismo, è una sala progettata da un architetto che, a quel punto, aveva già passato quattro decenni a scolpire marmo.

Wikidata Q856419 · Commons: File:Staircase of the Laurentian LIbrary, 15th century, designed by Michelangelo; Florence (2) (48768620157).jpg · Foto: Richard Mortel · Licenza: CC BY 2.0