
Nel settembre del 2016 l'associazione degli ex prigionieri politici CRYSOL, per conto della commissione del memoriale, bandì un concorso pubblico; nella giuria sedevano ex reclusi del Penal de Libertad. Il progetto vincitore, proclamato quel dicembre, fu quello degli architetti Raquel Lejtreger e Javier Olascoaga, entrambi figli di uomini rinchiusi lì. La proposta ha cinque parti e una sola è un edificio. La Porta è un vano aperto di quindici metri in cemento armato che porta i nomi di tutti i 2.872 prigionieri politici, con una fessura che lascia vedere cielo e alberi: memoria, come la descrivono gli autori, del futuro sperato. Il Cammino evoca il percorso che le famiglie facevano dalla strada al cancello del carcere. Vi sono un'unica lunga panca, un bosco di cina-cina e i segni della resistenza, che collegano il sito agli altri luoghi della memoria del paese. La prima pietra fu posata l'8 settembre 2017 e il memoriale fu inaugurato il 15 maggio 2018.
Il memoriale commemora i 2.872 prigionieri politici rinchiusi nell'Establecimiento Militar de Reclusión N.º 1, attivo dal 1º ottobre 1972 al 14 marzo 1985, un arco che ricade quasi per intero nella dittatura militare uruguaiana. La targa del sito indica che rende omaggio anche ai loro familiari, che percorsero infinite volte quella strada "carichi di sogni e di speranze di libertà"; ai militanti politici e sociali uccisi in quel centro di reclusione; e agli abitanti di Libertad, la cui città "divenne zona di guerra" in quel periodo. Il concorso fu bandito da CRYSOL, l'associazione degli ex prigionieri politici; nella giuria sedevano due ex reclusi, ed entrambi gli architetti vincitori sono figli di uomini lì detenuti. L'opera fu finanziata dal Ministero dei Trasporti e dei Lavori Pubblici e dichiarata di interesse nazionale dal Ministero dell'Istruzione e della Cultura il 24 novembre 2016.
Wikidata Q109120730 · Commons: Espacio Memorial Penal de Libertad - San José - Uruguay - 2.jpg · Foto: PabloGM555 · Licenza: CC BY-SA 4.0