
Mick Pearce e gli ingegneri di Arup si proposero di costruire ad Harare un grande blocco di uffici e negozi senza alcuna aria condizionata, e ci riuscirono. Eastgate sono due corpi di nove piani affacciati l’uno sull’altro attraverso un atrio vetrato e collegati da passerelle appese a cavi. Fra di essi corrono quarantotto canne in mattoni. Di notte, quando l’altitudine di Harare fa scendere la temperatura, dei ventilatori spingono aria fresca nei solai cavi e ne caricano la massa di calcestruzzo; di giorno quella massa assorbe il calore degli uffici e le canne lo espellono in copertura. Il modello fu il termitaio, usato come ingegneria e non come metafora. Le simulazioni di Arup fissarono il resto delle regole: nessun sole diretto sulle murature esterne, vetrate sotto un quarto del fronte nord, finestre sigillate e intese come filtri di luce. L’edificio consuma circa un decimo dell’energia di ventilazione di un blocco climatizzato paragonabile, e il disegno della muratura richiama le mura in pietra del Grande Zimbabwe.
Wikidata Q1278256 · Commons: File:Zimbabwe Harare Eastgate Shopping Mall.jpg · Foto: Gary Bembridge · Licenza: CC BY 2.0