Itsuko Hasegawa si laureò in architettura alla Kanto Gakuin University nel 1964, lavorò con Kiyonori Kikutake e trascorse poi sette anni accanto a Kazuo Shinohara al Politecnico di Tokyo prima di aprire uno studio proprio in città. Descrive il suo lavoro come «seconda natura»: edifici che si comportano come paesaggio e prendono forma dal modo in cui una determinata comunità vive davvero. In pratica significa schermi di alluminio forato, leggere strutture d'acciaio e sfere e pensiline metalliche montate in qualcosa di più simile a un parco che a un monumento. Condusse consultazioni insolitamente lunghe con gli abitanti che si opponevano al centro di Shōnandai e ne diresse poi per dieci anni il museo dei bambini. Nel 2018 ricevette il primo Royal Academy Architecture Prize, la cui giuria la definì una delle architette più importanti del Giappone rilevando quanto poco fosse stata riconosciuta.